Per il primo Agamennone del 1914, Mario Tommaso Gargallo chiama un giovane artista romano: Duilio Cambellotti. È un Liberty di provincia che diventerà uno dei maestri italiani della grafica e della scenografia del Novecento. I suoi bozzetti per Eschilo e Sofocle — pubblicati e poi conservati nell'archivio INDA — sono insieme archeologia visiva e modernismo: peplos rigorosi, maschere stilizzate, scenografie di pietra dipinta che dialogano con la cavea reale.
Cambellotti lavora per l'INDA fino al 1939. Dopo di lui passano da Siracusa scenografi e costumisti di tutta Italia: Veniero Colasanti, Pier Luigi Pizzi, John Napier (americano), Romeo Castellucci. L'archivio iconografico dell'INDA conta oltre diecimila pezzi — bozzetti, fotografie, manifesti, modelli di scena — che insieme costituiscono la più grande collezione visiva al mondo dedicata alla messa in scena del teatro greco antico nel Novecento.